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17/11/2011
Nuova Ici, patrimoniale e rivalutazioni così potranno cambiare le tasse sul mattone

Nuova Ici, patrimoniale e rivalutazioni così potranno cambiare le tasse sul mattone Ici sulla prima casa (di nuovo). Patrimoniale straordinaria. Rivalutazione delle rendite catastali. Imu anticipata al 2012 (la nuova imposta federalista).

 

Tassa alla francese. Ogni previsione è prematura. Ma tassare gli immobili, più sfuggenti al fisco, è da sempre il modo più sicuro per far cassa. Alla vigilia di un nuovo Governo di emergenza, non meraviglia dunque il ritorno in grande stile del dibattito sul "come" chiedere un contributo all'imponente patrimonio immobiliare italiano (oltre 2.700 miliardi di valore catastale). Le ipotesi sono tante, diverse e tutte in campo.

 

Nessuna indicazione, per ora, dal presidente incaricato Monti. Coniugare crescita ed equità sociale, questa la filosofia di fondo. Che andrà, per forza di cose, declinata anche in base alle risorse da recuperare. Tramontata la fase delle riforme "a costo zero" e pur escludendo "lacrime e sangue", qualche sacrificio - lo ammette lo stesso Monti - andrà fatto. I veti politici ci sono tutti. Solo ieri Pdl e Lega, per fare un esempio, ribadivano il no secco al ritorno dell'Ici sulla prima casa (e alla patrimoniale). In linea, anche la Cgil della Camusso che preferirebbe un prelievo sulla ricchezza.

 

Eppure l'uscente Tremonti solo pochi giorni fa ha quantificato in 3,5 miliardi il gettito annuo recuperabile dall'Ici. E lo ha scritto nella risposta ai 39 quesiti della Ue. Un'imposta straordinaria sugli immobili - al pari dell'Ici voluta nel 1992 da Amato in un'altra stagione d'inferno per l'economia italiana, con la lira espulsa dallo Sme - sarebbe invece una soluzione tampone. Se il prelievo secco fosse del 2 per mille, il beneficio però arriverebbe a 5,5 miliardi. Vi è poi la questione delle rendite catastali.

 

Gli estimi non sono aggiornati dal 1990. Secondo una stima dell'Agenzia del Territorio, il valore di mercato del patrimonio residenziale italiano è pari a 6.335 miliardi contro i 2.700 di valore fiscale. Più del doppio. Rivedere le rendite comporterebbe un aumento di tutte le imposte legate alla casa e alla sua compravendita (oltre all'Ici, dovuta oggi solo per le seconde case, pure Irpef, imposta di registro, ipotecaria, catastale). Anche l'anticipo dell'Imu dal 2013 al 2012, l'imposta che prenderà  il posto dell'Ici, potrebbe essere più onerosa per il contribuente (si parla di un'aliquota di base del 7,6 per mille contro il 5 per mille dell'ex Ici).

 

 

Articolo tratto da "www.repubblica.it"

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